COMUNICATO STAMPA
URBAN SCRATCH - JACOPO PRINA

Le aree metropolitane sono oggi caratterizzate da una forte perdita di identità.

I sistemi organizzativi e costruttivi, legati ad accogliere una popolazione in crescente spostamento, aggravano il problema dell’identità offrendo soluzioni sempre più standardizzate. Questo processo annienta il tessuto connettivo originario.

L’identità morfologica dei “non luoghi”, come stazioni, aeroporti e metropolitane, è quella che oggi rappresenta la struttura della funzionale metropoli moderna; gli identici quartieri dormitorio come gli uffici e le zone residenziali, di ogni città, la privano di carattere proprio.

Il ripetersi degli stessi negozi, marchi e pubblicità in ogni paese, il forte dominio delle multinazionali, la crescente ricchezza multirazziale e multiculturale costringono l’individuo ad abbandonare una identità tradizionalmente legata al luogo geografico e lo rendono protagonista, consapevole o inconscio, di una nuova era.

Leggo gli schemi che organizzano e formano la struttura fisica in cui questa società si muove; estraggo da questo panorama le forme standardizzate e ripetitive che lo caratterizzano. Cerco i segni caratteristici ed evidenziandoli li rendo icone del sistema.

I graffiti preistorici evocano la struttura della società primitiva. Ricordano con semplicità le tracce di una società agli albori. I segni ottenuti con il carbone, con gli ossidi, le terre ecc, richiamano la matericità delle loro caverne e dei loro sentieri. La rappresentazione sparsa di uomini, aratri ed animali, raffigura la struttura disordinata della loro società.

Altri nel corso dei secoli hanno usato gli strumenti del loro tempo: all’uso del carbone e delle terre, ho sostituito il computer, strumento focale della società tecnologica.

Ad una composizione sparsa di uomini, attrezzi e forme organiche, ho sostituito ripetizioni ordinate di ambienti urbani, legate e composte in strutture ortogonali.

L’uso del computer e l’utilizzo ossessivo della forma quadrata vogliono mettere in evidenza l’aspetto identitario della società attuale che, sotto l’apparente libertà, si rivela strutturata in rigidi schemi organizzativi, composti e ricomposti nella città tendenzialmente infinita.